Post

PRIVATE-CITY

Immagine
    Perché non esiste un'opposizione efficace alla privatizzazione dei beni comuni? Il primo motivo è di ordine narrativo . La gestione pubblica è stata screditata: "Non funziona, è poco efficiente, non ha iniziativa, i dipendenti col posto fisso non sono motivati". Questi luoghi comuni contribuiscono a rendere i funzionari pubblici frustrati, disprezzati e depressi. La stessa retorica è usata per ridurre il prestigio degli insegnanti, dei dottori e degli infermieri, per agevolare la privatizzazione dell’istruzione e della sanità. Il secondo motivo è di ordine politico . L’obiettivo principale degli eletti è attrarre capitali di grandi investitori globali che, apparentemente, sono gli unici a poter garantire posti di lavoro e benessere. In realtà è solo mancanza d’immaginazione perché i lavori sono precari e senza dignità, gli abitanti sono sfruttati, la ricchezza e la qualità della vita continuano a calare. A crescere è solo la rendita dei nuovi proprietari. Il ris...

Non partecipo, abito e incontro

Immagine
  Di solito, all’udire la parola “partecipazione”, si assiste ad uno spettacolo di mimica facciale molto variegato, sorrisi compiaciuti, cenni di consenso del capo, fronti che si arricciano, occhi rivolti al cielo o risatine ironiche. Il Rottamatore (all’epoca alias di Matteo Renzi) nel 2010 chiamò tutti ad esprimersi su 100 luoghi della città, se ne parlò per quasi tre mesi, ma servì solo a lui. Se ne parla tanto che sembra che esista, la partecipazione, ma le cose peggiorano e quindi non funziona. In realtà si tratta per lo più di consultazione del tipo “cosa ti piacerebbe?” oppure informazione come per i piani urbanistici: “Ecco, questo è il nuovo Regolamento Urbanistico, avete 60 giorni per fare osservazioni, ma per essere ascoltati dovete avere almeno 2000 mq di terra in città”, oppure siete possibili investitori di un certo calibro, banche, corporazioni, sennò dovete trovare degli errori legali. I soli che possono sperare di esercitare un certo controllo sul comune sono gli...

SOS beni comuni, al telefono con Ugo Mattei

Immagine
    C’è chi sui beni comuni e le generazioni future ha costruito un elemento di riparo collettivo, dagli abusi istituzionali, dai diritti negati e dalle privatizzazioni selvagge. Ugo Mattei e migliaia di soci della cooperativa di mutuo soccorso “ generazionifuture ” hanno un solo obiettivo: unire tutte le vertenze, lasciare da parte le identità divisive e allearsi. Il professore che ha lavorato con Rodotà al progetto di legge del 2007 sui beni comuni spera adesso che il sapere critico reclami “da sotto” i propri diritti, fuori dai partiti. “ Se i processi si sommano e sono tradotti, messi in forma dal diritto, si può formare una nuova piattaforma politica”. Per questo si dovrebbe diffondere una consapevolezza civile d’insieme, che considera tutte le lotte una sola lotta, i movimenti, i comitati e le associazioni devono lasciarsi contaminare dalle lotte altrui e poi devono imparare a coordinarsi, organizzarsi. Dopo il lavoro della commissione Rodotà, mi spiega al te...

SOTTOBOSCO

Immagine
  - Perché non vai a votare?   - Non c'è nessun leader al quale mi sento di dare la fiducia. - Non c'è nessun modello alternativo a quello attuale. - Lasciamo che persone più competenti e intelligenti trovino il miglior modo di governarci.  Chi non dissente, in qualche modo, acconsente, come diceva Hannah Arendt. Bisogna ammettere che la grande massa silenziosa è confusa, distratta, impotente e alienata. Oggi, come dimostra l’attivismo della società civile, l'astensionismo non è più rassegnazione, ma protesta e rifiuto. Gli elettori disapprovano gli eletti e non credono più nei programmi, nei partiti e nei candidati. Votare significherebbe sostenere, o almeno riconoscere, un sistema che non vogliono, dove poche persone, ricche e ben organizzate, riescono a tenere sotto controllo grandi masse di persone, povere e disorganizzate. Questo sistema di potere è mantenuto facendo leva sul desiderio dei poveri di diventare come i ricchi, cioè spietati sfruttatori e ladri c...

PRENDI - la tua - PARTE

Immagine
    Diamo dei soldi a un'organizzazione per sapere cosa vogliono gli abitanti. Si organizzano degli incontri, tavole rotonde, passeggiate, aperitivi, spettacoli, duranti i quali gli operatori parlano con gli "utenti" e li ascoltano. Le persone che vanno a questi eventi sono sempre simili, giovani, istruiti, benestanti, fiduciosi nella partecipazione, che vogliono sentirsi bravi cittadini attivi, in cerca di spazi per promuoversi o incontrarsi.  Si formano gruppi di persone omogenei e solidali che, anche orientati dagli operatori dell'organizzazione, esprimono preferenze - certo non decisioni - riguardo ai loro desideri. Le richieste sono spesso simili alle cose di cui hanno fatto esperienza durante il percorso partecipativo: spettacoli, performance, installazioni artistiche, aperitivi, cioè una programmazione, degli usi temporanei, degli eventi.  La partecipazione calata dall'alto - quella che ci ascolta perché poi i politici ne terranno conto - può esse...