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LA RIVOLTA PACIFICA

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Servono più che mai delle comunità pacifiche di rivolta, come quella nata intorno a Greta Thumberg, internazionali, non governative, civiche e sociali, con voce autorevole, sincera ed onesta, capaci di emozionare tutti i popoli della terra per farli aderire ad un unico grande movimento di riequilibrio socioeconomico, politico ed ecologico. Ascoltando un telegiornale, in questa fine ottobre 2019, sembra di trovarsi in un momento storico epocale di svolta. Ci sono manifestazioni popolari in molti paesi, Cile, Siria, Iraq, Francia, Hong Kong, Ecuador, Barcellona ... e di chissà quante non ne siamo a conoscenza. Tutti protestano contro governi democratici, non contro dittature, per scelte politiche diverse da quelle finora privilegiate dagli eletti. Le città diventano la scena del conflitto sociale e a volte della lotta. Tra canti e grida, fuochi e spari, idranti e cariche di entrambi i fronti si consuma il dramma dei poveri contro i ricchi stereotipato in azioni

Abitare quotidiano con Nino (Faraone Bogazzi)

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A sei mesi dalla scomparsa di Faraone Bogazzi credo che sia importante raccogliere il suo messaggio: “ Le pratiche legate all’abitare sono sempre meno diversificate perché non ci sono più molti luoghi dove gli abitanti possono far accettare le loro proposte.” Conosciuto da tutti come Nino, fondatore dell’associazione Habiter au quotidien , urbanista militante a Parigi dal 1986, si è sempre battuto per ridurre la distanza tra abitanti e amministrazione pubblica e sostenere il progetto di spazi pensati collettivamente. Nato a Carrara e sostenitore delle teorie anarchiche, Nino fu un critico instancabile delle politiche di governo del territorio. Era amico e alleato di Françoise Choay, contro l’urbanistica astratta del gigantismo e la riduzione degli abitanti a utenti, incapaci di esprimersi concretamente e di incidere sulle trasformazioni urbane. E’ stato soprattutto attivo nel quartiere multietnico di Barbès, dove il processo di rinnovo urbano, avviato dal comune, stava

IDENTITÁ PRECARIE

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Se osserviamo i nostri pensieri e il flusso costante di reazioni concatenate possiamo pescare le sensazioni che ci permettono di scegliere un’azione in ogni situazione. Possiamo allora sperare di trovare un equilibrio individuale come risultato di processi di compromesso ed ammissione. Ripercorrere i nostri pensieri, o “dormirci sopra”, ci può aiutare a ordinare la nostra biografia, dando un verso al tempo, e forse anche a capire quale seguito dare al nostro percorso di vita. Tendiamo tutti a pensare per opposti (bello-brutto, giusto-sbagliato, maschile femminile,…), senza ricordare che ognuno di noi contiene entrambi gli opposti.  Siamo tutti egoisti ed altruisti, sono due aspetti che prevalgono alternativamente nel tempo. Si possono ipotizzare delle condizioni che fanno prevalere più l’uno o l’altro aspetto, ma non si può dire che siano predeterminati. Da piccoli siamo tutti più egoisti mentre alla fine della nostra vita sentiamo il bisogno di occuparci degli altri.

I FATTI sulla variante urbanistica per il centro storico di Firenze

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Oltre le numerose opinioni apparse sui giornali, credo che qualcuno dovrebbe raccontare i fatti in modo chiaro ai cittadini. Come spesso accade si dice che l’argomento è troppo tecnico per essere capito da tutti, ma è solo una scusa per spostare l’opinione secondo le ideologie piuttosto che secondo coscienza. La storia degli abusi edilizi a Firenze è iniziata con la sopraelevazione dell’hotel Excelsior in piazza Ognissanti, per proseguire con palazzo Tornabuoni, frazionato in appartamenti e palazzo Spini Feroni (Ferragamo) trasformato in uffici, di fronte al ponte Santa Trinita. Sono tre casi diversi ma tutti giudicati, dalla Corte di Cassazione, come interventi non conformi alle leggi in vigore.  Nel 2018 il Consiglio comunale di Firenze approva una variante al Regolamento urbanistico per gli interventi ammessi nel centro storico . Un anno dopo è accolto il ricorso al Tar per verificare la legittimità di questa variante. La variante ammette la ristrutturazione edilizia con

SOCIETÁ D'AFFARI e MOVIMENTI SOCIALI

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SOCIETA’ MULTINAZIONALI  Abbassare le tasse ai ricchi Liberalizzare i mercati finanziari Privatizzare i beni e servizi pubblici Proteggere e rinforzare la proprietà privata Vietare gli aiuti di stato MOVIMENTI SOCIALI Chiudere i paradisi fiscali Tassare le transazioni finanziarie Riconoscere i diritti economici e sociali Vietare brevetti su esseri viventi e OGM Azzerare il debito dei paesi poveri L’agricoltura mondiale potrebbe oggi nutrire senza problemi 12 miliardi di esseri umani (siamo 7,3 miliardi), ma ogni due secondi un bambino sotto i dieci anni muore di fame. L’economia mondiale si presenta oggi come pochi arcipelaghi di ricchezza in un oceano di popoli in agonia (P. Valtz). Poche persone con enormi ricchezze concentrano i loro sforzi per la liberalizzazione totale di quel mercato che loro sanno controllare perfettamente. Gli Stati Uniti d’America sono immensamente più ricchi di qualsiasi altro paese del mo

ANTROPOLIS

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L’uomo, si sa, è nato raccoglitore, poi cacciatore e infine coltivatore. Un giorno qualcuno ha convinto gli altri a lavorare di più, per produrre più cibo e fare grandi feste con banchetti. Alla fine della festa il cibo che avanzava era ridistribuito tra i partecipanti. Quella persona così abile a convincere gli altri era anche la più forte, altruista e corretta del villaggio, infatti, divenne il capo-tribù. L’aumento della produzione di cibo fece aumentare la popolazione e l’influenza del capo che convinse gli altri a costruire dei depositi per conservare le scorte di cibo e a intraprendere delle guerre per trovare nuovi terreni coltivabili. Col passar del tempo però i capi-tribù hanno cominciato a ridistribuire sempre meno di quello che avevano ricevuto e a tenere per sé il resto. Pian piano i contributi volontari al magazzino centrale divennero obbligatori, cioè delle tasse, i terreni agricoli divennero delle proprietà in concessione e i re-distributori non erano più dei

A Firenze si sta scegliendo molto più che un sindaco

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Il binomio aeroporto e cambio delle destinazioni d’uso degli immobili, rischia di accelerare l’avanzata del degrado e isolamento del centro storico. In aprile ci saranno le amministrative e il candidato favorito è il sindaco uscente, che ha adottato la variante al Regolamento Urbanistico per il centro storico e si batte per l’aeroporto. Mi dispiace assistere a trasformazioni così importanti per l’evoluzione della città senza che ci sia un dibattito pubblico reale, senza dare agli abitanti di Firenze un’occasione per confrontarsi, tra loro e con l’amministrazione pubblica, sui diversi modelli di sviluppo possibili, con il supporto di esperti in varie discipline, senza pregiudizi o conflitti. Si tratta allora di scegliere tra due strade ugualmente promettenti, ma che tendono a modelli diversi.   Un modello prefigura l’aumento di turisti, più ricchezza, più lavoro, più soldi e più servizi e quindi si basa sull’aumento della quantità di visitatori e d’offerta a con

masterplan firenze castello e oltre

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https://youtu.be/4H1i6oR9nEw

Progetto Partecipato

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Premessa Nel concetto di sviluppo sostenibile (altrove definito “ durevole ” cioè “ capace di durare a lungo come processo e che genera delle ripercussioni oltre il suo termine ”) è intrinseca la partecipazione della collettività locale, perchè solo i processi nati dalla condivisione di bisogni, desideri, vocazioni, sono continuamente mantenuti dalle persone che se ne prendono cura, in quanto aventi per loro un carattere di utilizzabilità concreta. L’” architettura ” dovrebbe essere, per definizione, l’espressione spaziale compiutamente rappresentativa delle esigenze degli individui e della collettività, mentre “ cittadinanza ” dovrebbe voler dire partecipazione alla gestione degli affari della città. Se queste due definizioni non sono verificate non rimangono che costruzioni che formano sistemi urbanizzati. Numerose esperienze hanno sperimentato la progettazione partecipata da quando è stato evidente che solo i processi attivati da sistemi aperti hanno carattere durevole.