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scelta capitale

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Una visione forse miope … Un’interpretazione forse semplicistica … Mi piace semplificare concetti complessi per aprire l’immaginazione a molteplici scenari.     Proviamo a spiegare molto semplicemente cosa sta succedendo di così importante nella finanza mondiale. La rapida evoluzione della tecnologia digitale favorisce i pagamenti elettronici, la scomparsa del contante e la sua sostituzione con degli elenchi dove vengono registrati tutti i passaggi di denaro. L’accesso a questi elenchi permette di sapere chi ha comprato cosa e quando. Consente quindi un forte controllo del mercato. Se poi fosse anche possibile bloccare i pagamenti o spostare i capitali delle persone senza il loro consenso, allora si potrebbe concentrare nelle mani di una sola persona un potere enorme, quello di controllare direttamente la popolazione. Per questo bisogna essere sicuri che l’accesso a questi registri sia vietato. La maggior parte degli stati si offre quale garante della riservatezza dei dati
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Un giorno, dice la leggenda, ci fu un immenso incendio nella foresta. Tutti gli animali terrorizzati, atterriti, osservavano impotenti il disastro. Solo il piccolo colibrì si attivava, andando a prendere alcune gocce con il becco per gettarle sul fuoco. Dopo un po', l'armadillo, infastidito da questa ridicola agitazione, gli dice: "Colibrì! Ma sei pazzo? Non è con queste gocce d'acqua che spegnerai il fuoco! "  E il colibrì rispose: "Lo so, ma faccio la mia parte."   https://www.colibris-lemouvement.org/

IO DENUNCIO 1

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Io denuncio …   La gente si pone solo i problemi che può risolvere ma ci sono problemi facili da risolvere che la gente non si pone.   Viviamo in un paese con poco senso critico e molta polemica.   La critica osserva una situazione, la inquadra in un contesto, ne distingue gli elementi e li mette in relazione tra loro, per evidenziarne i pregi e i difetti. Due critici possono avere punti di vista diversi ma comunque leciti perché sostenuti da argomenti condivisibili. Un bravo critico è quello capace di cambiare prospettiva, di mettersi nei panni degli altri, di portare motivazioni valide per supportare posizioni contrastanti. Il conflitto, la competizione e il pregiudizio non dovrebbero avere spazio nella critica perché prevalgono il confronto, la collaborazione e l’ammissione. Questo tipo di critica è una ricchezza inestimabile per tutta la società in quanto aiuta tutti a valutare con la propria testa, secondo i propri sentimenti, in base alle proprie esperienze. P

AUTOPOIESI POLITICA

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    Obiettivi:  • Allargare l’accesso al processo decisionale e dare a tutti uguale capacità d’influenza. • Costruire il consenso all’interno di comunità locali ristrette, attraverso il dialogo diretto tra persone che condividono beni, servizi, risorse o interessi. • Aprire nuovi spazi di relazione e confronto tra le comunità, a diverse scale, per raccogliere istanze e forze comuni senza la mediazione di organi associativi o amministrativi autonomi. • Aumentare il controllo diffuso sull’apparato amministrativo incaricato di raggiungere gli obiettivi scelti, gestire servizi e beni comuni, far rispettare la legge. Finalità: Generare modificazioni dello stato sociale frutto dell’intelligenza collettiva. Enunciato: Le scelte degli esseri viventi scaturiscono da stimoli emotivi, fisiologici ed ambientali, ma le scelte delle persone sono condizionate da stimoli cognitivi, descrittivi e mnemonici, che dipendono a loro volta dalle esperienze di un osservatore. [1] Tesi: Le scelte delle perso

Forme di città

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Dipinti di  Hugh Ferriss Siamo nati da genitori urbanizzati, figli di inurbati di inizio ‘900. La storia delle rivoluzioni ci sembra lontana e le città sono la nostra casa. Le città sono energivore, inquinanti, alienanti eppure sentiamo di appartenervi come cittadini del mondo. La vita nelle campagne è più faticosa, monotona, provinciale, mentre in città ci sono i servizi, succedono cose, arrivano e partono merci e persone. E’ più gratificante abitare al centro di un nodo planetario ed è più facile diventare ricchi in città. Però, se consideriamo la città da un punto di vista ecologico, è ovvio che consuma più risorse del necessario, l’energia elettrica, il petrolio, le materie prime e i rifiuti si spostano continuamente lungo collegamenti stradali, aerei e marittimi e si concentrano nelle città. Per ristabilire l’equilibrio ecologico sulla terra dovremmo ridimensionare le comunità umane in modo di adeguarle alle risorse naturali del territorio su cui incidono. M. Bookchin Le cit

cemento armato

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  L’invenzione del cemento armato ha profondamente cambiato il modo di costruire le città. Grazie a questa tecnologia si può costruire più in fretta, con meno mano d’opera, si possono realizzare strutture con forme nuove e di dimensioni gigantesche. Tutte queste qualità hanno favorito il successo del cemento ed il suo dilagare in quasi tutti i territori del mondo, accanto ad esse però è importante segnalare anche altre qualità non altrettanto positive, soprattutto dal punto di vista ecologico. Innanzi tutto l’enorme impiego di risorse energetiche necessarie per produrre il cemento. Si tratta infatti della cottura ad altissime temperature di sassi di fiume che richiede la combustione di una gran quantità di petrolio o carbone. Le pietre così surriscaldate vengono poi frantumate e ridotte in una polvere sottilissima che quando verrà a contatto con l’acqua tenderà a riaggregarsi in un legante molto tenace. I cementifici sono di solito isolati in valli fluviali, distanti dai centri abitati

STUPIDO PENSIERO

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  Il pensiero è meccanico, parte da un ricordo del passato, ne richiama le emozioni, prefigura dei rischi nel futuro, ha paura, cerca sicurezza nel passato dove trova un altro ricordo e così via… In mezzo a tutto questo trambusto c’è la realtà e la vita e noi agiamo spinti dalle paure, emozioni, desideri. Il problema è che l’attività più redditizia del pianeta è la costruzione di nuovi desideri. Nella pubblicità, sotto tante forme, vengono investite le più grandi somme di capitali. Il mercato sa che bisogna far leva sui ricordi per generare emozioni e desideri. Abbiamo paura di non piacere agli altri, di fallire, di invecchiare o di essere derisi, sono tante le paure condivise e sono comuni a tanti obiettivi del mercato. L’ultimo modello di apparecchio elettronico, di vestito o di scarpe, di auto o di bici, ci stimola il ricordo di una gioia, di quando ricevemmo un dono bellissimo o di quando tutti ci guardavano invidiosi. Quella gioia è derivata dal nostro bisogno di gratificazion

Capitalismo come religione

La parola “ pistis ”, che è il termine greco che Gesù e gli apostoli usavano per “fede” è la stessa che svetta sulle facciate delle banche greche, “ trapeza tes pisteos ” significa infatti “banco di credito”. La fede è semplicemente il credito di cui la parola di Dio gode presso di noi. A sua volta, in latino, “ creditum ” è il participio passato del verbo “ credere ”. Secondo Walter Benjamin il capitalismo è una religione interamente fondata sulla fede, il cui Dio è il denaro. La sospensione della convertibilità del denaro in oro, secondo Giorgio Agamben permette alla religione capitalista di “emanciparsi da ogni referente esterno, cancella il suo nesso idolatrico con l’oro e si afferma nella sua assolutezza”.

Denaro come volontà collettiva o indispensabile registro?

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“Il denaro e i suoi inganni “ è il titolo di un libricino a cura di Angela Condello che confronta i pensieri di Jhon R. Searle e Maurizio Ferraris sul denaro. In estrema sintesi secondo Searle il denaro è una forma di potere, ma oggi vale solo perché c’è una volontà collettiva che vuole che valga, tutti credono che valga, quindi vale.   Un tempo non era così. L’oro o il sale erano beni e merci che venivano usate come denaro. Fino al 1971 il denaro corrispondeva ad una certa quantità d’oro, aveva lo stesso valore di un contratto nel quale la parola scritta assicura un certo potere. Oggi invece è una parola senza fondamento, viene generato dalle banche semplicemente dichiarando che tale denaro esiste. Secondo Ferraris invece non c’è nessuna intenzione di dare valore al denaro, esso è sempre stato necessario solo per registrare gli scambi, con la conseguenza di convertire un valore economico in una quantità numerica. Anche la giustizia funziona grazie alla registrazione e l’archiviazi

Povertà criminale

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  La svolta politica tra il 1975 e 1985 (Regan + Tacher) inizia solo oggi ad essere riconosciuta dall'opinione pubblica mondiale. Quello che viene definito neoliberismo o liberismo reale si può sintetizzare con tre obiettivi principali: meno stato in economia, meno diritti dei lavoratori, meno protezione sociale . Le conseguenze di queste politiche sono l'aumento dei poveri e la concentrazione della ricchezza. Secondo vari analisti (Stiglitz, Chomsky, Boudrieu, Wacquant, Ziegler, solo per nominarne alcuni)  è stata pianificata  una precisa ed accurata strategia di occultamento di questi processi e di legittimazione di un mercato naturalmente libero contro il quale nessuno può andare. Le ragioni del neoliberismo   sostengono il principio secondo cui  la ricchezza si distribuisce naturalmente fra le classi sociali - per ricaduta naturale dai più ricchi ai più poveri - e quindi  non serve intervenire nella sua distribuzione ma basta favorire i ricchi e tutti ne godranno. Dopo la

l'albero flessibile

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Itinerario di progetto

inspiegabile finanza

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Le agenzie di rating forniscono, su richiesta e a pagamento da parte di un’impresa, di un ente pubblico, di un’organizzazione, una valutazione della qualità dei titoli che saranno emessi o sono stati emessi da tali enti; la valutazione può cambiare nel tempo.  Prima della crisi del 2008, le agenzie hanno dato una valutazione troppo ottimistica dei titoli derivati dai prestiti subprime, contribuendo alla crescita del loro mercato. Una delle ragioni dei pessimi risultati ottenuti da tali agenzie risiede nel fatto che esse vengono pagate dagli stessi enti che devono sottoporre a giudizio di affidabilità,trovandosi quindi in un rilevante conflitto di interessi.  Nonostante le ripetute dimostrazioni di una mancanza di affidabilità, i loro giudizi continuano a condizionare pesantemente anche le vite degli stati nazionali.  Le agenzie di rating che contano sono soltanto tre: Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch;  esse hanno un monopolio virtuale del mercato.