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Forme di città

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Dipinti di  Hugh Ferriss Siamo nati da genitori urbanizzati, figli di inurbati di inizio ‘900. La storia delle rivoluzioni ci sembra lontana e le città sono la nostra casa. Le città sono energivore, inquinanti, alienanti eppure sentiamo di appartenervi come cittadini del mondo. La vita nelle campagne è più faticosa, monotona, provinciale, mentre in città ci sono i servizi, succedono cose, arrivano e partono merci e persone. E’ più gratificante abitare al centro di un nodo planetario ed è più facile diventare ricchi in città. Però, se consideriamo la città da un punto di vista ecologico, è ovvio che consuma più risorse del necessario, l’energia elettrica, il petrolio, le materie prime e i rifiuti si spostano continuamente lungo collegamenti stradali, aerei e marittimi e si concentrano nelle città. Per ristabilire l’equilibrio ecologico sulla terra dovremmo ridimensionare le comunità umane in modo di adeguarle alle risorse naturali del territorio su cui incidono. M. Bookchin Le cit

cemento armato

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  L’invenzione del cemento armato ha profondamente cambiato il modo di costruire le città. Grazie a questa tecnologia si può costruire più in fretta, con meno mano d’opera, si possono realizzare strutture con forme nuove e di dimensioni gigantesche. Tutte queste qualità hanno favorito il successo del cemento ed il suo dilagare in quasi tutti i territori del mondo, accanto ad esse però è importante segnalare anche altre qualità non altrettanto positive, soprattutto dal punto di vista ecologico. Innanzi tutto l’enorme impiego di risorse energetiche necessarie per produrre il cemento. Si tratta infatti della cottura ad altissime temperature di sassi di fiume che richiede la combustione di una gran quantità di petrolio o carbone. Le pietre così surriscaldate vengono poi frantumate e ridotte in una polvere sottilissima che quando verrà a contatto con l’acqua tenderà a riaggregarsi in un legante molto tenace. I cementifici sono di solito isolati in valli fluviali, distanti dai centri abitati

STUPIDO PENSIERO

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  Il pensiero è meccanico, parte da un ricordo del passato, ne richiama le emozioni, prefigura dei rischi nel futuro, ha paura, cerca sicurezza nel passato dove trova un altro ricordo e così via… In mezzo a tutto questo trambusto c’è la realtà e la vita e noi agiamo spinti dalle paure, emozioni, desideri. Il problema è che l’attività più redditizia del pianeta è la costruzione di nuovi desideri. Nella pubblicità, sotto tante forme, vengono investite le più grandi somme di capitali. Il mercato sa che bisogna far leva sui ricordi per generare emozioni e desideri. Abbiamo paura di non piacere agli altri, di fallire, di invecchiare o di essere derisi, sono tante le paure condivise e sono comuni a tanti obiettivi del mercato. L’ultimo modello di apparecchio elettronico, di vestito o di scarpe, di auto o di bici, ci stimola il ricordo di una gioia, di quando ricevemmo un dono bellissimo o di quando tutti ci guardavano invidiosi. Quella gioia è derivata dal nostro bisogno di gratificazion

Capitalismo come religione

La parola “ pistis ”, che è il termine greco che Gesù e gli apostoli usavano per “fede” è la stessa che svetta sulle facciate delle banche greche, “ trapeza tes pisteos ” significa infatti “banco di credito”. La fede è semplicemente il credito di cui la parola di Dio gode presso di noi. A sua volta, in latino, “ creditum ” è il participio passato del verbo “ credere ”. Secondo Walter Benjamin il capitalismo è una religione interamente fondata sulla fede, il cui Dio è il denaro. La sospensione della convertibilità del denaro in oro, secondo Giorgio Agamben permette alla religione capitalista di “emanciparsi da ogni referente esterno, cancella il suo nesso idolatrico con l’oro e si afferma nella sua assolutezza”.

Denaro come volontà collettiva o indispensabile registro?

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“Il denaro e i suoi inganni “ è il titolo di un libricino a cura di Angela Condello che confronta i pensieri di Jhon R. Searle e Maurizio Ferraris sul denaro. In estrema sintesi secondo Searle il denaro è una forma di potere, ma oggi vale solo perché c’è una volontà collettiva che vuole che valga, tutti credono che valga, quindi vale.   Un tempo non era così. L’oro o il sale erano beni e merci che venivano usate come denaro. Fino al 1971 il denaro corrispondeva ad una certa quantità d’oro, aveva lo stesso valore di un contratto nel quale la parola scritta assicura un certo potere. Oggi invece è una parola senza fondamento, viene generato dalle banche semplicemente dichiarando che tale denaro esiste. Secondo Ferraris invece non c’è nessuna intenzione di dare valore al denaro, esso è sempre stato necessario solo per registrare gli scambi, con la conseguenza di convertire un valore economico in una quantità numerica. Anche la giustizia funziona grazie alla registrazione e l’archiviazi

Povertà criminale

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  La svolta politica tra il 1975 e 1985 (Regan + Tacher) inizia solo oggi ad essere riconosciuta dall'opinione pubblica mondiale. Quello che viene definito neoliberismo o liberismo reale si può sintetizzare con tre obiettivi principali: meno stato in economia, meno diritti dei lavoratori, meno protezione sociale . Le conseguenze di queste politiche sono l'aumento dei poveri e la concentrazione della ricchezza. Secondo vari analisti (Stiglitz, Chomsky, Boudrieu, Wacquant, Ziegler, solo per nominarne alcuni)  è stata pianificata  una precisa ed accurata strategia di occultamento di questi processi e di legittimazione di un mercato naturalmente libero contro il quale nessuno può andare. Le ragioni del neoliberismo   sostengono il principio secondo cui  la ricchezza si distribuisce naturalmente fra le classi sociali - per ricaduta naturale dai più ricchi ai più poveri - e quindi  non serve intervenire nella sua distribuzione ma basta favorire i ricchi e tutti ne godranno. Dopo la

l'albero flessibile

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Itinerario di progetto

inspiegabile finanza

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Le agenzie di rating forniscono, su richiesta e a pagamento da parte di un’impresa, di un ente pubblico, di un’organizzazione, una valutazione della qualità dei titoli che saranno emessi o sono stati emessi da tali enti; la valutazione può cambiare nel tempo.  Prima della crisi del 2008, le agenzie hanno dato una valutazione troppo ottimistica dei titoli derivati dai prestiti subprime, contribuendo alla crescita del loro mercato. Una delle ragioni dei pessimi risultati ottenuti da tali agenzie risiede nel fatto che esse vengono pagate dagli stessi enti che devono sottoporre a giudizio di affidabilità,trovandosi quindi in un rilevante conflitto di interessi.  Nonostante le ripetute dimostrazioni di una mancanza di affidabilità, i loro giudizi continuano a condizionare pesantemente anche le vite degli stati nazionali.  Le agenzie di rating che contano sono soltanto tre: Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch;  esse hanno un monopolio virtuale del mercato. 

FI-SITE

Segnalazioni dei cittadini sullo spazio e patrimonio pubblici FI-SITE è una raccolta partecipata di informazioni sui luoghi della piana Fiorentina. TUTTI possono inserire nuovi luoghi, immagini e commenti cliccando su questo link: https://www.google.com/maps/d/drive?state=%7B%22ids%22%3A%5B%221iQvCDROlxprKWrsJMv-cNj-EFS57kQ_K%22%5D%2C%22action%22%3A%22open%22%2C%22userId%22%3A%22112389712010107291011%22%7D&usp=sharing Per problemi tecnici scrivere a: globblogging@gmail.com

c'è un'aria nuova

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vista aerea della sede di Facebook A mazon ha messo in concorrenza le città americane per accogliere la sua seconda sede – ed i relativi posti di lavoro – in cambio di vantaggi fiscali.”   “Gli abitanti di Menlo Park, dove Facebook a insediato la sua sede, si domandano perché la loro città dovrebbe approvare l’espansione della multinazionale se non ottiene come contropartita delle risorse per rinnovare le scuole, i parchi e i centri sportivi in rovina. (…) si creano delle infrastrutture sociali private che permettono alle imprese di prosperare, mentre si degradano i servizi pubblici che avrebbero urgente bisogno di lavori di manutenzione e ristrutturazione.” Da un articolo di Eric Klinenberg, Le Monde Diplomatique, aprile 2019 _ La gente chiede lavoro. _ Lo stato cerca di stimolare la produzione e attrarre investimenti stranieri sul territorio nazionale. _ Gli investitori chiedono più flessibilità per i lavoratori, meno diritti e più precarietà, più competiti

CONSUMATTORI

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Abbiamo tutti delle necessità, dei bisogni e dei desideri. -           Mangiare, bere, dormire, ripararsi, riprodursi (necessità biologiche). -           Incontrarsi, comunicare, progettare, costruire, aggregarsi, scegliere (bisogni umani). -           Commerciare, consumare, combattere, sfruttare, accumulare, apparire (desideri sociali) La qualità della vita dipende dalla nostra capacità di assecondare questi impulsi. Oggi i desideri stanno limitando le condizioni necessarie al conseguimento dei bisogni e delle necessità. Il condizionamento sociale è talmente forte, convincente e pervasivo da invertire l’ordine delle priorità. Pur di consumare, accumulare e apparire, la maggior parte delle persone sono disposte a sopportare la competizione e l’alienazione, l’isolamento e l’ingiustizia, l’imposizione e la mancanza di creatività o utilità. Siamo quindi disposti ad accettare che milioni di persone muoiano di fame mentre tonnellate di cibo vengono gettate ogni gi

arcogotico

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 La salute come bene pubblico per tutti è il valore che va urgentemente tutelato e promosso.

FRESCO

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per SPECTA

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PRIMA NOI

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La competizione globale dei prezzi, sia dal punto di vista del consumatore (prezzi di merci e servizi) che del produttore (prezzo del lavoro e delle materie prime), presuppone che ci siano due popoli "noi" e " gli altri" . Noi siamo ricchi e con dei diritti sociali, mentre gli altri sono poveri e senza diritti. Spostando la produzione (e i servizi) nei paesi poveri c'è un vantaggio per i produttori che aumenteranno i loro guadagni, c'è un vantaggio per i consumatori ricchi che potranno comprare i prodotti a prezzi inferiori, ma c'è anche un vantaggio per i consumatori poveri che avranno più lavoro e potranno lentamente arricchirsi per consumare di più. Allora va tutto bene? La globalizzazione e il libero mercato porteranno ad un equa distribuzione della ricchezza? Oppure i capitali si concentreranno sempre più nelle mani di pochi, la classe media scomparirà e aumenteranno i poveri senza diritti? Il problema della delocalizzazione sembra e

Regole planetarie

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Né gli stati né il mercato sono in grado di affrontare le gravi questioni che coinvolgono l’intero pianeta. Problemi come il surriscaldamento globale, le transazioni finanziarie, i flussi migratori, le epidemie, i rifiuti, le disparità economiche, l’alienazione sociale, il terrorismo, i diritti umani, le armi nucleari ... Necessitano di un sistema decisionale sovra-nazionale in grado di regolare i fenomeni che minacciano il benessere o la sopravvivenza della nostra specie. 

LA STRUTTURA ASSENTE

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Comunità di persone che perseguono la libera ed autentica ricerca del tipo di vita desiderato Nelle città dell’occidente avanzato si sta consumando la fine delle riserve , non solo ambientali ma anche sociali e umane, del pianeta. All’interno di forme urbane sempre più irriconoscibili, costellazioni sparse in galassie giuridiche e finanziarie, arcipelaghi indistinti che nascondono isole di miseria ed opulenza impermeabili, le persone sostano senza più insediarsi. Abbiamo quasi completamente rinunciato al nostro diritto alla città. La sregolatezza dell’economia di mercato ha subordinato tutti i ruoli della persona (cittadino, abitante, contribuente, elettore, soggetto giuridico, …) nella sola figura del consumatore, obiettivo e bersaglio della produzione industriale per reinvestire il plusvalore e alimentare la crescita senza fine. E così aumentano i tentativi di difendere i diritti dei consumatori, con i contratti commerciali, con i requisiti minimi, le marcature, la traspar

incontro con Jean Ziegler

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Incontro con Jean Ziegler ed Erica Deuber Ziegler a Russin, Ginevra, il 7 luglio 2019 AF_ Signor Ziegler perchè questo nuovo libro dal titolo “Il capitalismo spiegato a mia nipote, sperando che ne vedrà la fine” ? Entretien avec Jean Ziegler et Erica Deuber Ziegler, à Russin, Genève, le 7 juillet 2019. AF_ M. Ziegler pourquoi ce nouveau livre qui s’intitule « Le capitalisme expliqué à ma petite- fille, en espérant qu’elle en verra la fin ». ? JZ_ Questo libro vuole essere un’arma nelle mani di tutti per portare una critica radicale del sistema capitalista che distrugge il pianeta e l’umanità. Ha la forma di un dialogo tra nostra nipote, che è adolescente e pone le sue domande, sempre giuste, ed io che rispondo. Tutti i venerdì, dallo scorso 15 marzo, decine e oggi centinaia di migliaia di giovani, liceali, apprendisti, studenti si riuniscono in strada in un formidabile movimento che si chiama “Friday for